Inferno
A pena fuoro i pič suoi giunti al letto
del fondo gių, ch'č furon in sul colle
sovresso noi; ma non li era sospetto:
ché l'altra provedenza che lor volle
porre ministri de la fossa quinta,
poder di partis' indi a tutti tolle.
La gių trovammo una gente dipinta
che giva intorno assai con lenti passi,
piangendo e nel sembiante stanca e vinta.
Elli avean cappe con cappucci bassi
dinanzi a li occhi, fatte de la taglia
che in Clugnė per li monaci fassi.
Di fuor dorate son, sė ch'elli abbaglia;
ma dentro tutte piombo, e gravi tanto,
che Federigo le mettea di paglia.
Oh in eterno faticoso manto!
Noi ci volgemmo ancor pur a man manca
con lor insieme, intenti al tristo pianto;
ma per lo peso quella gente stanca
venia si pian, che noi eravam nuovi
di compagnia ad ogne mover d'anca.
